«Scarsissime. Se cedo al pessimismo, direi che Berlusconi durerà quattro mesi. Difficilissimo possa durare per il tempo della intera legislatura. Oltre al Partito democratico e a quello di Di Pietro, che sta diventando un partito di provocazione permanente, si è schierata contro di lui anche la grande stampa, il Tg1, il Tg3, La7 e perfino Sky!, le grandi banche: da Intesa-Sanpaolo al Gruppo Unicredit, e al Monte dei Paschi di Siena: solo Cesare Geronzi gli è rimasto amico. Dopo la vittoria straordinaria del 13 aprile, arciconfermata in Sicilia, lo schieramento avversario ha visto in lui, nella persona di Silvio, il punto debole: e lo martella da ogni parte, con i giudici, con il gossip, con qualsiasi mezzo. Cacciato via con ignominia Berlusconi il centrodestra cadrà in una grande crisi. E arriveranno loro. Non la sinistra. Ma la sinistra che porta obbediente in sella i pm».
«Il gruppo di Repubblica-Espresso è arrivato alla determinazione “da soluzione finale” o “fine di mondo”: tutto è buono, per uccidere il tiranno. La Stampa si è incattivita. La Rai è ostile, teme un repulisti e i tagli. Capisce che Silvio è debole e si adegua».
«È vero, il Corriere sembrava votato a una certa equidistanza. Il direttore Paolo Mieli aveva ammesso l’errore dell’endorsement filo Prodi. Ma ora è passato all’opposizione. Mieli è molto abile a mascherare la scelta. La prima pagina ospita commenti alternati, uno pro e uno contro: ma le pagine interne sono costruite a partire da gossip che traducono in linea editoriale la politica veltroniana del nulla, del chiacchiericcio demolitivo sempre orientato in un certo modo».
Veltroni, sempre Veltroni. E D’Alema?
«Veltroni è il riformismo del nulla. Si è lasciato convincere che ora-o-mai-più. Da qui la sua lotta politica fatta di gossip e attacchi forzati. In questo gioca anche l’integralismo cattolico di Dario Franceschini. I Red del mio amico Massimo D’Alema sono opposizione, ovvio: ma è una opposizione politica. D’Alema ora ha subito un avvertimento con l’assoluzione del gip Clementina Forleo da parte del Consiglio superiore della magistratura. Ciò significa la volontà di consentire al Parlamento europeo il via libera all’uso delle sue intercettazioni con la motivazione fornita dalla Forleo: e cioè che erano parte di un disegno criminoso. Il Csm in pratica avvalla il rinvio a giudizio di D’Alema…».
Detto questo. Dove cadrà Silvio? Sulle intercettazioni?
«No. Le usano per screditarlo moralmente. Ne usciranno di peggiori, mescolando sesso e raccomandazioni. Ma alla fine, qualunque cosa salti fuori, basta che non siano perversioni, gli italiani sono cattolici e comprendono le debolezze della carne. Lo sapevano anche prima che Berlusconi è capace di fare palate di soldi e di prendersi una fidanzata al giorno. Qui il veltronismo gossipparo è debole e forse indebolirà se stesso».
Di Pietro ha dato del magnaccia a Silvio. Ricorda precedenti?
«Un simile insulto non era mai stato pronunciato sulla scena politica italiana. Oltretutto è tecnicamente sbagliato: non mi pare proprio che Berlusconi ci abbia guadagnato con le ragazze, non ci ha magnato sopra, semmai loro… Sconsiglio però a Berlusconi di querelarlo: perderebbe il processo, sicuro come l’oro. No, non cadrà sul sesso. Cadrà sui processi di Milano e di Napoli. Anzitutto Milano. Io ho raccolto una documentazione impressionante sulla Gandus, il giudice che dovrà giudicarlo sul caso Mills, l’ho proposta in un’interpellanza al governo. Ma la Corte d’Appello non accetterà la ricusazione. La Corte costituzionale in un attimo annullerà il lodo Schifani-bis. Berlusconi, con la sua viva voce, mi ha confermato che in caso di condanna si dimetterà. La sinistra non vuole, per rosolarlo a fuoco lento. Per distruggerlo quando in un consesso internazionale, un leader estero gli negherà il saluto o si dirà imbarazzato».
Se non altro la coalizione di destra è compatta.
«Sicuro? Anche il centrodestra mostra crepe. An non è più tanto convinta di andare al partito unico; tanto che a Denis Verdini che aveva lanciato l’idea di convegni costituenti già in settembre, hanno risposto ai massimi vertici dicendo: andiamoci piano. Nella Lega due anime: una berlusconiana, l’altra finto berlusconiana, capeggiata da Maroni, che fa di tutto per mettere la Chiesa contro Berlusconi. Manca solo che proponga il taglio della falange per i bambini rom e il lobo dell’orecchio agli adulti per renderli riconoscibili. Così, quando Berlusconi sarà sotto tiro, sarà debole dove finora è stato forte: la Chiesa italiana e il suo associazionismo “ortodosso”».
Ma no, Maroni è serio. Sa spiegare le sue scelte in modo civile.
«Maroni è stalinista. Ha il cuore che batte a sinistra. Quando Silvio si dimetterà, è pronto a convincere Bossi (che ha già cercato di sostituire quando ha avuto l’infarto nel 2004, parola dell’ottimo Calderoli) ad aderire ad un governo che ottenga in questa legislatura il federalismo fiscale. Il governo sarà capeggiato da Mario Monti o da Pier Ferdinando Casini (benvisto a questo punto dalla Chiesa, e non si capisce perché), ci sarà la sinistra, l’Udc, la Lega e parecchi transfughi del Popolo della libertà. Non io! Non io!».
E allora?
«Allora Berlusconi deve capire che o combatte adesso o mai più, ma senza isterismi. Riprenda in mano anzitutto il suo governo. Non lasci più fare agli altri».
«E soprattutto lo faccia. Anche se forse è tardi. Ma lo faccia. Glielo chiede l’unico neo-temporaneo-berlusconiano che si intende di politica. E gli do un consiglio finale: approvi fino d’ora per decreto legge il federalismo fiscale. Così la Lega non avrà più pretesti o alibi per abbandonarlo in caso di condanna».
Tutta l’intervista la trovate qui:
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speriamo che duri 5 mesi………sai che bel regalo di natale……….GRANDE NIMUE ti bacerei……..smack!!!!
ehi guerri!!Adesso tocca a te…aspetto un tuo post al più presto!!
Cmq Cossiga è effettivamente pazzo però chissà magari questa volta ci azzecca.Mi ha fatto sorridere la parte in cui dice che tutta la stampa e la tv è contro il cavaliere…
INCROCIAMO LE DITA
Non credo a una sola parola di quanto afferma Cossiga. E’ un sogno di un insonne, che scambia gli auspici nostri per verità sue. Nella sua vita ha sempre fatto parte del gioco “piccolo” cercando di accreditarsi nel gioco “grande”. Berlusconi è nel gioco grande in attesa di ordini. Stavolta, però sarà il caso, come sempre accade nella storia , a decidere. Berlusconi sarà defenestrato a Napoli, rovesciato dalla tigre e dall’ira della folla.
caro micky,mi andrebbe bene anche un banale incidente domestico…..scivola in bagno e si sveglia juventino ,filomusulmano e comunista ,ma incapace di parlare…………..basta che vada fuori dai c……i
Alle bocche della verità,
Cossiga a torto tutti abbiamo torto anche quei milioni di italiani che lo hanno votato.
La verità sta nelle vostre mani ma come fate qual’è il vostro segreto??
Sarò forse un venduto?
Forse esagero nel temere x la democrazia nel nostro paese?
no non esageri devi temere………..
e quelli che lo hanno votato hanno esercitato un loro diritto,perso nalmente credo che la scelta non ci fosse,in quanto chiunque ha il potere lo gestisce x farsi i cazzi propri,non credi?