ABORTO: SOFRI CONTRO FERRARA, MORATORIA NON SIGNIFICA NIENTE

ROMA, 12 MAR – ‘Ehi, Giuliano. Hai colto, con la prontezza di riflessi che accompagna la tua intelligenza come il palo accompagna il ladro, l’occasione dello slogan: moratoria dell’aborto. Che cosa significa? Niente, direi’: cosi’ Adriano Sofri si rivolge a Giuliano Ferrara per smontare le tesi sull’aborto formulate dal direttore del Foglio. E lo fa scrivendo un pamphlet di 160 pagine che sara’ in libreria per Sellerio dal 14 marzo al prezzo di 10 euro.

Il titolo e’ chiaro: ‘Contro Giuliano’: e’ un duello tra autorevoli penne quello tra Ferrara e Sofri che sono legati da un rapporto dalle radici antiche. Attualmente Sofri cura per il Foglio la rubrica ‘Piccola Posta’ e qualche anno fa Ferrara e’ stato anche testimone delle nozze tra il figlio di Adriano, Luca, e la giornalista Daria Bignardi.
Sofri affonda contro Giuliano e la moratoria dell’aborto e dice: ‘E’ uno slogan, appunto, reso efficace dal calco capovolto di quell’altro, moratoria della pena capitale, al quale rubasti lestamente la scena e guastasti la festa. Alla lettera, non significa niente: le donne non possono sospendere a tempo indeterminato gli aborti, a differenza dagli Stati, che possono sospendere le esecuzioni capitali… C’e’ una sovranita’ territoriale’.
‘Il corpo delle donne – si legge nelle pagine di Sofri – appartiene alle donne, e non c’e’ diritto di ingerenza umanitaria che possa violare questa sovranita’ personale fino a che la creatura che cresce dentro il corpo materno non se ne sia staccata. L’ingerenza umanitaria sa che uno Stato non esaurisce in se’ i cittadini individui. Madre e nascituro sono invece due e tutt’uno. Senza questa ammissione, l’habeas corpus non esiste, se non come diritto dei maschi per i maschi’.
Sofri confuta Ferrara: ‘La condanna delle demografie forzate alla cinese e’ conseguente al riconoscimento dell’autodeterminazione delle donne, che e’ la qualita’ piú preziosa delle democrazie. Tu credi, al contrario, che autodeterminazione delle donne (fino nella dolorosa decisione di abortire) e oppressione degli Stati sulle donne costituiscano un medesimo flagello. Questa confusione e’ la causa della lacerazione che la tua iniziativa non puo’ che provocare.
Viceversa, una campagna che denunciasse la vera violenza carnale delle demografie forzate, l’abolizione per legge di fratelli e sorelle, la persecuzione delle bambine, potrebbe riscuotere l’adesione piú sentita’.
‘Mi dici: ‘Io la chiamo moratoria. Tu chiamala come vuoi’.
Come la chiamerei io, la cosa giusta da fare? Moratoria – scrive Sofri – e’ mediocre, anche ‘Moratoria della pena di morte’.
‘Nessuno tocchi Caino’ è un titolo bello: lo penso’ una gran donna. Se fosse viva, potrebbe chiamarla ‘Il mondo salvato da una bambina’ , e muovere da li’ alla conquista delle nazioni unite, e delle Nazioni Unite. In India è attiva la campagna ‘Salviamo le bambine’. E’ giusto, ma mi sembra piú bello pensare che siano le bambine a salvarci…’

5 Risposte

  1. Molto molto bello l’articolo di Sofri pubblicato oggi su Repubblica; l’ho letto con vivo interesse, decisamente domani correrò a comprare il libro….

  2. Ragazze..una cosa agghiacciante…pensavo fosse un caso di omonimia ma..Sofri è stato un terrorista ed ha ucciso. Sinceramente non mi và piu’ cosi’ tanto di comprare il suo libro.

  3. va be, ma se uno dice una cosa giusta cosa c’entra chi è stato……….
    xche col tempo cambia tutto lo sai e cambiamo anche noi cambiamo anche noi……laa..la la…la la…….

  4. Si certo assolutamente! :-) però non lo so…questa cosa mi mette un pò di tristezza

  5. Logicamente il mio discorso di prima non c’entra nulla con l’articolo di questo giornalista e con il suo libro!! le cose che dice sono giustissime

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