Dal link: http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/ – 20 febbraio 2008, Pino Corrias
CORTO CIRCUITO
Giuliano Ferrara ha tanto carattere da non andare mai in riserva. Ignora la gran parte del genere umano, ma ama indistintamente tutti gli embrioni che ne costituiscono l’ampia radice. Elogia la guerra a Oriente e a Sud del nostro Occidente. Non si lascia commuovere dalle vittime collaterali dei bombardamenti che di solito muoiono al centro dei bombardamenti. Ma è capace di singhiozzare in memoria delle blastocisti disperse. E’ contrario all’aborto. Ci farà una intera campagna elettorale, maneggiandolo in esclusiva come se il resto del mondo si divertisse a praticarlo.
Giuliano Ferrara ha un suo labirinto psicologico che un recente corto circuito ha reso materno verso i bambini non nati, pur mantenendolo indifferente a quelli veri e qualche volta addirittura ostile ai corpi delle donne adulte che contribuiscono più di lui a fabbricarli. E’ una ostilità che condivide con altri naufraghi del semplice volersi bene, amare, toccarsi, godere, fronteggiare il dolore della vita, talvolta procrearla, che sono altrettanti maschi adulti e illibati come il cardinale Tarcisio Bertone o sua Eminenza Camillo Ruini. I quali hanno saputo abituarsi allo scandalo della fame nel mondo, ma non al corpo nudo di una donna. Che di solito intravedono persino al cinema, magari intrecciato alla geometria non altrettanto impura di un corpo maschile che suda, come quello di Nanni Moretti, che arranca, che soffia, che si aggrappa, mentre risuonano tutte la campane dell’immaginazione, ai poveri capezzoli di Isabella Ferrari. Senza neppure supporre che sia proprio quella (anche in una circostanza così comica) la più promettente musica della vita. La quale chiede accoglienza e consapevolezza. E non il rigore chimico di una antica religione fondata sulla vendetta prima che sul perdono, tramandata nel sangue. Da maschi adatti a lapidare donne, innalzare primogeniti, vincere elezioni.
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ho sempre pensato che ferrara fosse un colossale bastardo,
una vera merda consapevole di essere tale
e intelligentissimo a sfruttare le umane debolezze, la sua compresa, per vivere benissimo.
però trovavo in lui anche qualcosa da ammirare,
nonostante il suo carattere da bastardo (ama mettere in difficoltà la gente, soprattutto quella semplice ed onesta)
è brillante,
innegabilmente brillante.
queste sue ultime posizioni politiche mi dimostrano che l’intelligenza da sola non basta a salvare una carogna,
un minimo di etica deve pur esserci in una persona.
[[ brillante,innegabilmente brillante.]]Io non ho mai trovato “brillante”un essere del genere,anzi al contrario lo trovo opaco,opacissimo!Certo spesso seguo il programma che conduce con Ritanna Armeni(a seconda degli argomenti,ovvio)ma è solo perchè devi conoscere il diavolo o meglio il tuo nemico per combatterlo ad armi pari,conoscere le idde che esprime.forse chi ha scritto questo post è giovane,molto giovane,ma io ricordo un cattivissimo e diabolico Ferrara che dagli spazi di Italia uno confessava”angelicamente” il so periodo di spia in favore degli U.S.A. e la cosa strana è che si riferiva ai tempi in cui militava esattamente all’opposto dell’American Politik.Non è solo strano questo dualismo di idee,ma alquanto mefistofelico e luciferino per capire il soggetto!Se tanto mi da tanto ,la sua voracita’ è pari solo al peso che si porta appresso,passando persino sui cadaveri degli innocenti di tutte le guerre americane che lui difende a spada tratta,per l’unica ragione di”Servirsi alla stessa tavola e godere delle libagioni”in barba ad ogni etica,molto semplicemnte è solo un porco(chiedendo scusa ai porci che nulla c’entrano con un essere del genere)altro che intelligente!State tranquilli se si fosse ancora negli anni del ventennio lui calzerebbe lunghi stivaloni neri con tanto di svastiche,statete certi,se questo vuole dire essere intelligenti,be felice di lasciargli questo tipo di intelligenza,a lui e a tutti quelli come lui..che peraltro al momento non lo seguono tanto,vista la strda estremamente pericolosa che ha intrapreso,e poi che ne vuole sapere lui di donnee bambini non sapendo nemmeno da dove si comincia e non avendo le armi giuste!!Altro che le stronzate che va raccontando in giro circa i vari ed eventuali figli ch egli sono stai negati”Fossanche vero è ovvio pensare che le varie donne (SSSS)sapevano bene con chi avevano a che fare !!Gabrybabelle
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..a pensarci assomiglia a frà tac di Robin hood…prima un frate del re e poi messo alle strette un fuori legge.scusate il paragone.
Marina Cavallieri per “la Repubblica – Roma”
«Scusate se mi accendo una sigaretta, lo so che non si deve fumare, ma questo argomento mi inquieta». Franca Rame, attrice indomita, nonostante l´esperienza di donna di teatro, il coraggio testardo, oggi fa fatica a trovare le parole e ha le mani che leggermente tremano. È al liceo Mamiani, davanti ad una platea silenziosa di studenti che la ascolta con curiosità e ammirazione.
È stata invitata dopo che sulle mura della scuola sono apparse delle scritte nere e offensive che ricordano lo stupro di cui fu vittima nel 1973, un invito fatto da studenti e professori per solidarietà, come gesto riparatore, come risposta politica all´ondata neofascista che colpisce molti istituti della Capitale.
«Oggi è un grande giorno», dice Cosimo Guerini, preside di buona volontà, «abbiamo con noi una donna straordinaria, non dimenticheremo mai questo evento. Le scritte che sono apparse dimostrano che viviamo una stagione di violenza verbale, di infamia e vigliaccheria». La palestra del liceo è affollatissima quando Franca Rame inizia e chiede: «Allora da dove vogliamo partire?». E parte da lontano, da quello che accadeva negli anni 70, quando maturò la “punizione” che subì.
«Mi occupavo di carcere, di detenuti, c´era la tortura in Italia, allora c´erano detenuti come Valpreda. Sapete chi era Valpreda?». I ragazzi tacciono. L´attrice preoccupata scuote la testa: «Non è possibile, non si può dimenticare, qui bisogna fare qualcosa». Gli studenti non sanno niente di “Soccorso rosso”, di stragi e di quei tempi lontani e allora meglio di ogni parola è vedere su uno schermo il monologo con il quale Franca Rame portò sul palcoscenico la sua storia e la violenza di cui fu vittima.
Partono le immagini, l´attrice non vuole assistere ed esce turbata, nell´aula c´è un silenzio netto. I ragazzi ascoltano attenti, quasi stupiti, l´azione punitiva che come ricorda l´attrice fu «organizzata da carabinieri della Pastrengo», trasformata in un pezzo di teatro, in una testimonianza politica, strappa gli applausi.
Dopo il racconto drammatico, crudo, torna il dibattito. «Abbiamo assistito ad un evento che è veramente scuola, perché alla violenza si reagisce con la cultura», dice un´insegnante. Corinna, una studentessa, parla di oggi e della legge 194. Franca Rame affila le parole: «Dicevano che le donne erano isteriche perché avevano l´invidia del pene, credo che Giuliano Ferrara e sua Santità abbiano l´invidia dell´utero». Ancora applausi mentre il preside offre all´attrice un mazzo di fiori, poi Franca Rame si allontana ma non si sottrae ai fotografi che la riprendono accanto alle scritte ormai cancellate.